Congresso d’autunno del Consiglio svizzero degli anziani: La solidarietà non deve essere diluita

Una persona su cinque che ha raggiunto l’età pensionabile vive in povertà o è a rischio di povertà. Si tratta di oltre 350’000 persone in Svizzera. In qualità di “Voce degli anziani”, il Consiglio svizzero degli anziani ha analizzato i motivi di questa difficile situazione in occasione del Congresso d’autunno a Bienna e le possibilità di miglioramento.

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Obiettivo della politica della salute : „L‘ambulatorio prima dello stazionario“. Le cure ambulatoriali verranno massicciamente ridotte.

La decisione del Dipartimento federale dell’interno (DFI) di ridurre i contributi per le cure ambulatoriali del 3,6% non viene assolutamente condivisa da parte del Consiglio svizzero degli anziani (CSA) ed è in contraddizione con l’obiettivo di mantenere, assisitere e curare gli anziani al loro domicilio il più a lungo possibile.

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Nessun rincaro nei trasporti pubblici

Con notevole preoccupazione e con malcelata incomprensione, il Consiglio svizzero degli anziani (CSA) è a conoscenza di quanto, in un prossimo futuro, le imprese svizzere di trasporto pubblico vorrebbero mettere in atto: un massiccio aumento dei prezzi. Colpite sarebbero particolarmente quelle categorie di biglietti e servizi che più interessano gli anziani: l’abbonamento generale, che vedrebbe il suo costo aumentare notevolemente, mentre che le carte giornaliere verrebbero eliminate. Inoltre cadrebbe la possibilità di riconsegnare i titoli di trasporti per un certo periodo, di regola fino a 30 giorni, in caso ad esempio, di vacanze o soggiorni in ospedale. Queste misure toccano particolarmente gli anziani. Tutto ciò mentre da anni rendite e pensioni diminuiscono, mentre i nuovi pensionati sono confrontati con minor introiti e che i premi della cassa malati e gli affitti sono in continuo aumento.

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Il Consiglio svizzero degli anziani si oppone a un adeguamento unilaterale delle condizioni assicurative da parte degli assicuratori

Il Consiglio svizzero degli anziani (CSA) respinge la nuova formulazione dell’articolo 35 della Legge sul contratto d’assicurazione (LCA), secondo la quale l’assicuratore può modificare unilateralmente le condizioni generali d’assicurazione. Questa proposta viola il principio della buona fede e della norma “pacta sunt servanda” secondo cui i contratti devono essere rispettati.

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